La CILA istituisce il servizio di conteggio degli interessi anatocistici contro le banche condannate dalla Cassazione.
Le sezioni unite della Corte di cassazione, con la sentenza n. 21095/2004, hanno condannato le banche a restituire gli interessi percepiti illecitamente sui conti in rosso. Termina così una lunga battaglia, ormai storica, sul calcolo degli interessi. Per decenni le banche hanno utilizzato la pratica dell'anatocismo, ovvero se il correntista andava in rosso sul conto corrente o chiedeva un prestito, il calcolo era trimestrale, mentre sui soldi depositati sul conto corrente il calcolo era annuale. Pertanto, il correntista pagava gli interessi sugli interessi ed il pagamento veniva effettuato ogni tre mesi. Tale pratica è vietata dal codice civile, ma nella pratica è stata ampiamente diffusa e giustificata dalle banche che li consideravano degli "usi" in vigore nel sistema bancario. E' stata proprio l'Adusbef, l'Associazione per la difesa dei risparmiatori che ha presentato la prima denuncia dieci anni fa; nel 1999, inoltre, sotto il governo D'Alema, un decreto dispose che le banche dovevano seguire la stessa cadenza per il calcolo degli interessi attivi e di quelli passivi. Gli istituti bancari si adeguarono a tale disposizione, affermando che il calcolo sarebbe stato lo stesso, ovvero quello trimestrale. Ma in pratica non fu così, perché le banche hanno continuato a non rispondere alle richieste di rimborso presentate dai risparmiatori. Ora, finalmente, con la sentenza in argomento, essi riusciranno a veder soddisfatte le loro richieste. Il Codacons, inoltre, chiama in causa il Governo chiedendo un decreto che preveda l'obbligo delle banche a restituire in modo automatico le somme che spettano agli utenti. L'altra novità importante contenuta nella sentenza è proprio il suo effetto retroattivo; ovvero, le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal correntista devono considerarsi nulle anche se contratte prima del 1999. Dopo l'emanazione della sentenza le banche fanno sapere di prendere atto della stessa sulla capitalizzazione degli interessi e affermano che le cause già instaurate continueranno a seguire il loro iter e le banche stesse ne rispetteranno gli esiti. Per il momento, dato che manca una normativa sulla class action, ovvero sulla possibilità di un'azione collettiva di tutela, i risparmiatori potranno inviare una lettera raccomandata al proprio istituto di credito, intimando la restituzione degli interessi anatocistici. Si ricorda che il servizio è gratuito per i soci. Rivolgiti agli uffici della CILA in visione di un'azione collettiva o singola, di tutela dei risparmiatori.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 20 gennaio 2010 )
Il Comitato di Basilea è sorto nel 1974 ed è un'organizzazione internazionale, che opera in seno alla Banca dei Regolamenti Internazionali (Bank for International Settlements, BIS), allo scopo di promuovere e favorire la stabilità monetaria e finanziaria. Si basa sulla collaborazione delle banche centrali dei dieci paesi più industrializzati: Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e USA.
Il Comitato non ha nessuna autorità di vigilanza sovranazionale e le sue conclusioni non hanno valore legale. Il suo compito è quello di formulare standard e linee guida, da rimettere ai Governatori delle banche centrali dei paesi partecipanti.
Il primo accordo
La prima versione dell'accordo, al quale hanno aderito le autorità centrali di oltre 100 Paesi, è del 1988 e prevedeva l'obbligo per le banche di accantonare l'8% del capitale erogato per garantire la solidità dell'attività degli istituti di credito.
In pratica i finanziamenti concessi alle imprese, a prescindere dall'effettivo livello di rischiosità stimato dalla banca, richiedevano la disponibilità di 8 euro di capitale per ogni 100 euro prestati.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 20 gennaio 2010 )